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Vedere Oltre – Educatrice e Maestra a Casa

Il Metodo Gold Millennium rivoluziona il linguaggio della scuola

Tra gli anni 1950 – 60 Nathan Ackerman, uno dei padri fondatori della terapia familiare, mette in atto una vera e propria rivoluzione in ambito terapeutico. L’emotività del terapeuta ed il setting, secondo Ackerman, devono essere declinati secondo i bisogni del bambino. Da qui parte l’idea di di Gold Millennium di fare una vera rivoluzione che investa totalmente il sistema scuola – famiglia.

Empatia, Comprensione, Comunicazione: una scuola sul modello sistemico – relazionale

EmpatiaComprensione, Comunicazione sono le parole chiave che Ackerman utilizza per descrivere il momento in cui “entra” nel sistema – famiglia. Se i componenti della famiglia – sostiene lo psichiatra americano – riescono a entrare in contatto con il terapeuta, migliorerà anche il loro contatto reciproco e la relazione che si instaura tra di essi.

Secondo Ackerman bisogna esser capaci di lasciare i vecchi schemi nell’anamnesi per entrare in empatia con il “sistema” e creare un flusso spontaneo e naturale nel processo terapeutico.

Come l’approccio di Ackerman può ispirare una rivoluzione nel linguaggio della scuola?

Già in uno scritto del 1937 Nathan Ackerman ci parla di scoprire nuovi metodi di ricerca clinica, sociale e sperimentale, con particolare riferimento ad una “intervista esplorativa, orientata clinicamente, con l’intera famiglia” che si può effettuare a casa.

Da qui l’intuizione, nel metodo Gold Millennium, di traslare questa modalità di conoscenza approfondita al mondo della scuola, non per “intervistare” o esplorare il mondo della famiglia, bensì per creare un nuovo “sistema” in cui il bambino riconosca la scuola come parte della famiglia e la famiglia identifichi la maestra come alleata nell’educazione del bambino.

Sperimentata già nel 2020 nel servizio educativo “Progetto Infanzia” (rilevato da Fondazione Gold Millennium nel 2023) nella modalità “colloquio a casa”; nel 2026 il Dott. Giannini re-interpreta la presenza a casa dell’insegnante non per aiutare l’inserimento del bambino, ma per arricchire e rinforzare il patto di fiducia tra scuola e famiglia.

Nelle sezioni dei tre anni, alla scuola dell’infanzia, si è visto che l’incontro ad inizio anno ed uno al rientro dalla pausa natalizia, riesca a dare una spinta affascinante per il lavoro dell’educatrice, che dai momenti vissuti in casa riesce a conservare sfumature impossibili da cogliere nei momenti collettivi con i bambini o nei veloci scambi con la famiglia. Rallentare, osservare, avere cura, sono aspetti che possono drasticamente cambiare un percorso di studio e di vita in cui il rapporto con i genitori è punto cardine imprescindibile.

Se nella scuola di oggi, dall’infanzia alla primaria, il genitori iper controllante è diventato un limite la soluzione non può che essere quella di fare un “passo in dentro”. Cosa vuol dire per la scuola il “passo in dentro” dentro di sé, dentro il mondo del bambino. Per conoscerlo, condividerlo, viverlo e poter dire sulla soglia della porta di casa al genitore “ abbi fiducia in me, da qui in poi siete al sicuro”!

Serena Basciani

Classe '83, romana, i miei primi amori sono stati Dante Alighieri e Giovanni Falcone. Ho studiato lettere e sono appassionata di linguaggi dei mass media. Adoro analizzare i dati di ascolti tv e sono follemente innamorata del Festival di Sanremo, da sempre. La parte che preferisco di questo lavoro è quella che mi porta a conoscere le persone, in tutte le loro sfaccettature, per questo mi piace tantissimo fare interviste. In età adulta ho sviluppato una sfrenata passione per Carl Gustav Jung. Dal 2024 Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Fondazione Gold Millennium